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Il fatto di Enzo Magistà

Il fatto di Enzo Magistà, Milano come Minneapolis?

La Polizia spara anche a Milano. Non siamo a Minneapolis, per fortuna, ma il morto ci scappa lo stesso. Si tratta di un noto marocchino spacciatore di droga. Fermato per un controllo, ha estratto una pistola a salve verso un poliziotto che gli ha sparato in piena fronte.

Legittima difesa, sostiene il poliziotto. E sia. Ma se è andata davvero così dovrà chiarirlo l’inchiesta giudiziaria. Intanto, il poliziotto è accusato di omicidio volontario.

Come sempre, le reazioni sono opposte. Salvini assolve alla Trump il poliziotto: sono con lui. Il ministro Piantedosi mette le mani avanti: no a presunzioni di colpevolezza. Tutti ci auguriamo che si sia effettivamente trattato di legittima difesa. Ma vogliamo farlo dire alla magistratura?

Con tutto il rispetto per il poliziotto e per la sua ricostruzione dell’accaduto, ci sono almeno due domande che meriterebbero una risposta. La prima: la pistola del marocchino era a salve ed aveva il bollino rosso. Il poliziotto se n’è accorto? La seconda: perché ha mirato dritto alla testa e non, ad esempio, alle gambe?

Detto questo, ci assale un altro dubbio. È stata una fortuita coincidenza, o quello che sta accadendo a Minneapolis ha avuto il suo peso? Se a Minneapolis la polizia non avesse sparato, il poliziotto di Milano avrebbe sparato? Perché di minacce, le forze dell’ordine, ne ricevono tutti i giorni, anche con armi vere. Ma finora raramente hanno risposto sparando alla testa di chi le minaccia.

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