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Il fatto di Enzo Magistà

Il fatto di Enzo Magistà, liste d’attesa: forse non servono medici ma un call center organizzato

Come volevasi dimostrare. Le liste d’attesa non sono il cancro della nostra sanità, ma una bronchite mal curata. Perciò, si può guarire, prendendo le medicine, le misure giuste. La prima settimana di cura draconiana imposta da Decaro alle Asl, ha dimostrato, dati alla mano, che si tratta di un fenomeno artefatto, molto meno grande di come viene dipinto.

E infatti, le prime 12mila chiamate di pazienti in attesa hanno dato un riscontro tanto clamoroso quanto scoraggiante: 6 mila cancellazioni d’ufficio, la metà. È bastata una telefonata per dimezzare le attese. Incredibile. C’è chi aveva già risolto il problema, chi non ha risposto, ma anche chi, in realtà, il problema non ce l’aveva.

Da studiare anche le situazioni delle altre 6mila persone che hanno dato risposte positive. La metà, il problema, lo aveva già superato, ma ha accettato lo stesso di farsi visitare, visto che c’era. Se su 12mila pazienti in lista d’attesa solo 3mila avevano realmente bisogno di una prestazione urgente, vuol dire che il problema non è della sanità, ma della sua struttura organizzativa.

Non sono i mezzi, né il personale a mancare, ma forse il call center. E in effetti, quello che c’è non sembra adeguato alle necessità. Più di una Tac può fare una telefonata. Di questo si deve prendere atto. Non a caso, qualche anno fa, uno spot tv insegnava che «una telefonata, ti salva la vita».

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