Il Comune di Milano è nuovamente coinvolto in una inchiesta condotta dalla sezione urbanistica della Procura. L’oggetto è la cessione dello Stadio Meazza ad Inter e Milan. Già questo pone un problema: che c’entra l’urbanistica? Il Comune voleva da tempo togliersi il peso della gestione dello stadio in cui giocano le due squadre milanesi. E lo ha fatto trattando con esse.
Secondo la Procura, però, la trattativa sarebbe stata viziata proprio da queste interlocuzioni considerate turbativa d’asta. Agli atti ci sono messaggi, telefonate, intercettazioni intercorse fra tecnici del Comune e tecnici delle due società. In pratica, le società chiedevano informazioni tecniche al Comune, che le forniva.
Se si arriva ad aprire un’inchiesta giudiziaria su questo, c’è da preoccuparsi. E infatti, posto che il Comune non poteva vendere il Meazza se non ad Inter e Milan, e che una vendita del genere non poteva avvenire senza i necessari presupposti tecnici, con chi altri avrebbero dovuto parlare i tecnici delle due parti in vista del bando di gara e della gara stessa?
Della vendita del Meazza si parla da decenni. Inter e Milan avevano altre soluzioni. Il Comune ha fatto di tutto per trattenerli a Milano, vendendogli lo stadio, prendendo i soldi e destinandoli al sociale. Mai trattativa sembrava più lineare e fruttuosa. Finchè non è arrivata la Procura. Esattamente come un anno fa, con un’altra inchiesta finita nel nulla.










