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Il fatto di Enzo Magistà

Il fatto di Enzo Magistà, l’equilibrio tra formazione e lavoro

Tre medici oculisti in servizio all’ospedale di Mesagne sono andati ad un congresso nazionale della loro categoria, un appuntamento formativo richiesto dalle leggi professionali. Di conseguenza, per tre giorni, per la loro assenza, nel reparto non è stato possibile assicurare la normale attività.

I pazienti hanno trovato affisso alla porta d’ingresso un laconico avviso: reparto chiuso. In giorni in cui si parla di chiusura dei piccoli ospedali, e quello di Mesagne sarebbe a rischio, gli utenti hanno pensato che fosse già iniziata la smobilitazione. Hanno chiesto informazioni ed hanno ricevuto l’incredibile risposta: niente cataratte perché i medici sono ad un congresso.

C’è chi ha scritto al direttore della Asl di Brindisi chiedendo spiegazioni, e il direttore ha subito avviato indagini interne. Per scoprire quello che era già noto: i tre medici erano andati al congresso lasciando scoperto il reparto.

Si può fare? La legge impone ai medici l’aggiornamento professionale, che si ottiene partecipando ai congressi. Chi non lo fa rischia sanzioni, e persino il posto. Quindi i medici avevano diritto, se non addirittura la necessità di partecipare a quel congresso.

Il problema è che anche i diritti non sarebbero tali senza corrispondenti doveri, e che spesso sono proprio questi ultimi a dover prevalere. A parte il buonsenso. Che avrebbe dovuto suggerire ai medici di andare a fare formazione a turno.

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