Come farà la Regione Puglia a risanare il deficit della spesa sanitaria che ammonta a 369 milioni? Posto che il disavanzo non potrà essere coperto dallo Stato, è lo Stato stesso che lo spiega, con legge. Entro il 30 aprile, la Regione dovrà indicare al Governo quali soluzioni ha trovato praticando strade naturali (avanzi di bilancio e altro) ed evitando quelle straordinarie (aumento delle tasse).
Se non lo fa, il Governo entro il 31 maggio nomina commissario ad acta il presidente della giunta (Decaro) con ampio mandato, compreso quello di aumentare le tasse. Se anche questa strada dovesse fallire, passato giugno, il Governo potrebbe prendere in mano direttamente la situazione, nominando un altro commissario e gestendo direttamente la spesa sanitaria pugliese. Le tasse, in questo caso, sarebbero ovvie. Decaro sta cercando di risolvere il problema puntando sulla prima soluzione.
Ma sarà difficile che trovi 360 milioni di avanzo nelle strette maglie del bilancio regionale, anche se pare ne abbia già trovati 120 per rimpinguare i bandi Pia. Tuttavia, se partisse proprio da quei 120 milioni già individuati, avrebbe coperto un terzo del buco. Darebbe un dispiacere agli imprenditori, che resterebbero senza contributi, ma ridurrebbe di un terzo il prevedibile incremento di Irpef sui cittadini. Una soluzione molto più popolare rispetto a quella di contribuire all’acquisto di seconde e terze case al mare.