Ci vuole ben altro per dire che si sia trattato di una truffa. Non ha avuto dubbi la Procura di Bari nel chiedere l’archiviazione dell’inchiesta aperta su sollecitazione di “Mi manda Raitre”, relativa alla produzione e vendita di orecchiette nelle stradine di Bari vecchia.
Certo, sostiene il pm Pisani, non era proprio tutto regolare, ma di qui a parlare di truffa ce ne vuole. Quindi, archiviazione. Deciderà il Gip se accoglierla o meno.
Di fatto, però, la vicenda che l’anno scorso scatenò un clamore mediatico inusuale, e spropositato, è stata ridimensionata e riportata alla sua reale entità.
Il servizio di “Mi manda Raitre” ha dato la stura a un provvedimento che da tempo veniva richiesto alle autorità comunali baresi: la messa in regola delle massaie e delle loro attività produttive e commerciali. Adesso le orecchiette che si trovano sulle bancarelle sono certificate. Chi vuole può acquistare orecchiette fresche fatte in casa, o industriali, e pagarle a prezzo di mercato.
Prima, la massaia rifilava al turista orecchiette industriali spacciandole per fresche. Le orecchiette fresche, altrimenti, avrebbero fatto una brutta fine durante la vacanza. Sollevato il problema, si scatenò il putiferio, e la più grande attrazione turistica di Bari rischiò di saltare. Ma, con l’intervento del Comune, e l’intelligenza di un magistrato, tutto è tornato al suo posto. Nunzia compresa.










