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Il fatto di Enzo Magistà

Il fatto di Enzo Magistà, l’arte non fa guerre

A Venezia, la Biennale dell’Arte internazionale sta per aprire i battenti. Da due giorni è già aperta alla stampa. Sabato sarà aperta per tutti.

Fra polemiche roventi ed una presa di posizione dell’UE che rischia di far perdere alla mostra significativi finanziamenti.

A scatenare le polemiche è la partecipazione della Russia, che per l’Europa è un finanziamento occulto a Putin, vietato dalle sanzioni internazionali cui è sottoposta la Russia da quattro anni per la guerra in Ucraina.

L’arte non fa guerre nè politica è la risposta della Biennale e deve essere libera, non sottoposta a censure, nemmeno ideologiche. Nella guerra che si è scatenata e che vede il ministro per la Cultura Giuli schierato con l’Europa, la Biennale ha pensato di risolvere il problema aprendo il padiglione della Russia alla stampa fino a domani e chiudendolo al pubblico da sabato. Un pasticcio, perchè il problema non sono i visitatori, ma l’appoggio simbolico a Putin.

Ma, ferma restando l’inopportunità di dare a Putin questo momento di celebrità, nessuno si pone il problema inverso, ma identico: la presenza di Israele, il cui padiglione resterà aperto regolarmente. Se a Putin si contestano gli eccidi della guerra e l’uccisione di bambini innocenti, a Netanyahu non è che si può dare il Nobel per la pace. A Gaza, in tema di diritti umani, va molto peggio che in Ucraina. Ma tutti fanno finta di non saperlo.

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