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Il fatto di Enzo Magistà, la storia non si può cancellare

Il fatto di Enzo Magistà, la storia non si può cancellare

L’estate è la stagione dei premi. Se ne assegnano in quantità industriale, talvolta anche di cattivo gusto. E invece, in questa stagione così genuflessa, bisognerebbe davvero assegnare un premio speciale, oltre che meritato, al Comune di Venosa. Il premio della coerenza.

Il Consiglio comunale non ha voluto sconfessare la sua storia, né cancellare il suo passato, sul piano culturale e storico, confermando la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. L’onorificenza fu assegnata all’allora capo del fascismo, poi, l’anno dopo, diventato Duce, nel 1924.

Un secolo dopo, una consigliera pentastellata di Venosa ha eccepito la permanenza del titolo, giudicandolo al pari di un’offesa alla città. Le hanno fatto da coro alcuni sindacati, che si sono premurati di supportarla, sostenendo di non sentirsi onorati di essere concittadini di Mussolini. Cosa dovrebbero fare, allora, i cittadini di Predappio, suicidarsi?

La questione, portata in Consiglio comunale, è stata risolta in maniera democratica, e si spera definitivamente. Con larga maggioranza, il Comune ha confermato: Mussolini resta cittadino onorario di Venosa. Che non significa approvare quello che Mussolini ha fatto ed è stato per l’Italia, ma non nascondere la testa sotto terra. Perchè la storia, bella o brutta che sia, non si può e non si deve cancellare.