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Il fatto di Enzo Magistà, l’antica polemica tra gli aeroporti di Bari e Brindisi

Il fatto di Enzo Magistà, l’antica polemica tra gli aeroporti di Bari e Brindisi

Si riapre puntualmente l’antica polemica sui due più importanti aeroporti pugliesi, Bari e Brindisi. Dal Salento si leva l’ennesima protesta: il nostro aeroporto è sottoutilizzato, sviluppa la metà del traffico barese.

I numeri, in effetti, sono impietosi: il Wojtyla è il doppio in tutto: passeggeri, collegamenti, investimenti. Senonché la polemica non ha senso, perché la si vuole sviluppare sul terreno politico quando invece è commerciale.

Aeroporti di Puglia, sempre chiamata in causa su questo, non ha alcuna colpa. Non decide AdP quali e quanti voli far arrivare in Puglia. Le scelte le fanno le compagnie aeree, che la Regione può accompagnare, sollecitare ma alla fine sono i numeri che decidono.

Se c’è traffico, sia le compagnie, sia AdP, hanno tutto l’interesse ad aprire collegamenti. Se il traffico non è sufficiente a giustificare un collegamento, il volo non si fa. Per Brindisi è accaduto, ad esempio, per la tratta con Tirana, aperta e subito chiusa.

Più che sollevare sempre la questione politica, il Salento dovrebbe puntare ad allungare la stagione turistica. Se le compagnie aeree avessero otto mesi di turismo assicurati, difficilmente rinuncerebbero a Brindisi. E non ha senso porsi l’eterno problema di chi viene prima: l’uovo o la gallina? In questo caso, la risposta è scontata, perché in un posto la gente ci va se è aperto, non se trova il deserto.