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Il fatto di Enzo Magistà, la multiproprietà: la fine del calcio

Il fatto di Enzo Magistà, la multiproprietà: la fine del calcio

Quasi come una provocazione, esperti di diritto sportivo italiani e stranieri si sono dati appuntamento a Bari per trattare il tema della multiproprietà calcistica, il cappio al collo che rischia di soffocare il Bari.

Dal summit barese è venuta fuori un’idea che potrebbe entrare nel programma della nuova governance del calcio italiano che si formerà con le elezioni federali del 22-23 giugno: rendere più morbide le regole della multiproprietà, che dal 2028 vieteranno allo stesso soggetto di possedere più di una squadra nei campionati professinistici.

In Italia l’unico soggetto in questa posizione è Filmauro, De Laurentiis, proprietario di Napoli e Bari. Sulla morbidezza possibile si fanno più ipotesi, ma tutte partono dalla convinzione che non sarà difficile spostare ancora in avanti il termine per mettersi in regola, oggi fissato al 30 giugno 28. Gli esperti di diritto sportivo sono venuti a Bari per fare un favore a De Laurentiis. Una provocazione.

Bene ha fatto il sindaco Leccese a scrivere immediatamente una lettera ai due candidati alla presidenza della Figc, Malagò e Abete, per chiarire cosa ne pensano i baresi della multiproprietà e per rivendicare che le regole attuali e i tempi stabiliti si rispettino.

La multiproprietà, se dovesse persistere, sarebbe la fine del calcio a Bari. De Laurentiis sta lavorando per allungarla e ammorbidirla. La politica barese – tutta – dia una mano al sindaco per evitare il disastro.