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Il fatto di Enzo Magistà

Il fatto di Enzo Magistà, la fabbrica da sposare

Il mercato del lavoro è in crescita. La conferma arriva dall’ultimo dato disponibile sulla disoccupazione in Italia: 5,7% a novembre. Tuttavia le politiche sul lavoro non soddisfano, e quelle sulla sicurezza languono, al punto che sta diventando un luogo comune la convinzione che il lavoro logora e uccide.

Perciò, dicono in tanti, anche approfittando dell’intelligenza artificiale, bisognerebbe innovare, ad esempio ripristinando l’equilibrio fra il tempo di vita e il tempo di lavoro, aumentando il primo e riducendo il secondo. A stipendio invariato, ovviamente.

C’è una proposta di legge alla Camera, ferma dal 2024, in base alla quale il lavoro settimanale dovrebbe scendere a 32 ore, spalmate su quattro giorni, dal lunedì al giovedì. Ogni tanto riemerge, ma viene subito riposta nel cassetto. Forse perché in Cina e in California si sta applicando un’altra regola. Quella del 9-9-6.

Si lavora dalle 9 del mattino alle 9 di sera per 6 giorni alla settimana. È l’industria automobilistica che l’ha introdotta, recuperandola in chissà quale medioevo. Negli Stati Uniti la applica Elon Musk per costruire le Tesla nei suoi stabilimenti in cui non c’è ombra di sindacato. La fabbrica ti dà tutto, asilo, pranzo, assistenza medica ed anche un dividendo sugli utili. Ma alla fabbrica tu devi dare tutto. Te la devi sposare. Sarebbe divertente scoprire quanti matrimoni del genere si potrebbero fare in Italia.

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