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Il fatto di Enzo Magistà

Il fatto di Enzo Magistà, la Dc è tornata?

Lo scudocrociato, inteso come partito, la Dc, non è mai morto. A parte che lo si ritrova ancora in simboli di partiti che si richiamano a quell’esperienza, cosa che faceva imbestialire la bonanima di Cirino Pomicino, lo scudocrociato vive, e spesso risorge, in una cultura politica talmente radicata da sembrare inestirpabile. Vive e vegeta nei luoghi più disparati, e trova il tempo di riproporsi, non solo come ricordo, ma anche come proposta.

Lo fa, ad esempio, il mai esausto Gianfranco Rotondi, che della Dc è l’ultimo- e vero- rappresentante parlamentare elettoralmente legato all’area liberale – conservatrice. Ma lo fanno in tantissimi altri, anche in zone off-limits, come Pierferdinando Casini che resiste in Parlamento grazie ad una collocazione autonoma nel Pd.

La Dc si è ritrovata domenica scorsa a Roma, per celebrare il mezzo secolo dell’era Zaccagnini, quella della svolta provocata dall’omicidio di Moro, da cui successivamente nacque il Preambolo Piccoli-Forlani che segnò il decadimento che portò alla fine della Prima Repubblica. E della Dc.

Un parterre eccezionale. Almeno duecento ospiti, da Casini a Rotondi,Franceschini, Fioroni, Orlando, Giovanardi,Tabacci, Cesa, Castagnetti, ex ministri, ex assessori, ex sindaci. Una rimpatriata? Una manifestazione folkloristica? Chissà. Cose del genere non si organizzano casualmente. Non a caso, qualcuno ha commentato: la Dc è tornata.

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