Chi vincerà il referendum sulla giustizia? Fra tanti slogan, manifesti, assurde semplificazioni e immancabili polemiche, ci sono anche i sondaggi che al momento danno avanti il “Si”. Ma il “No” sembra stia recuperando.
Anche se – dicono i sostenitori del sì – ci vorrà un miracolo per raggiungerci e superarci. E questo ha fatto venire un’idea al comitato del No.
Un miracolo. Ci vorrà un miracolo. E dove chiederlo, se non in chiesa? Sicché il comitato del No ha organizzato da lunedì prossimo una serie di incontri in alcune parrocchie delle diocesi di Andria, Molfetta e Trani.
In chiesa si parlerà di referendum, ma a farlo saranno solo i sostenitori del no. L’iniziativa viene aspramente criticata dall’altra parte, che la giudica inopportuna e sleale. Di certo è inusuale, quasi estemporanea.
La Chiesa, le chiese, dovrebbero rimanere fuori dalle vicende della politica, o almeno da quelle che non coinvolgano aspetti etici, religiosi, morali. Sulle altre questioni collegate alla politica possono discuterne, certo, ma senza prendere posizione.
Il prossimo referendum è squisitamente politico, e da esso potrebbero anche dipendere le sorti del governo. Se si va a fare campagna elettorale in chiesa si rischia di forzare la mano.
Peraltro, al centro del referendum c’è la separazione delle carriere secondo l’interpretazione di Nordio. Il Vaticano qualche anno fa ha promulgato una legge che prevede esattamente la formula Nordio. Come la mettiamo?










