Fino a ieri per arrivare a Napoli in treno da Lecce, via Brindisi, Bari, Barletta e Foggia, bisognava scendere a Caserta e prendere un altro treno. Da oggi si può salire a Lecce e arrivare direttamente a Napoli, via Afragola, evitando il trasbordo, ma dopo un viaggio di oltre 5 ore.
È una buona notizia, ma ce la siamo sudata faticosamente. L’attivazione dell’alta capacità ferroviaria Bari-Napoli è uno dei progetti più lunghi nella storia delle ferrovie italiane, e non è stato ancora completato. Perché l’allacciamento ad Afragola è il penultimo tassello di questo storico progetto che si concluderà nel 2029 (si spera) con l’apertura dell’ultimo tratto, una galleria lunga 27 km, che immetterà i treni partiti dalla Puglia sulla linea ad alta velocità Napoli-Roma.
Fra tre anni (si spera) da Lecce a Roma, in treno, basteranno meno di 5 ore. Da Bari poco più di 3. Per festeggiare l’evento, si sono dati appuntamento a Bari i vertici delle Ferrovie e i sindaci di Bari, Lecce e Napoli. Parole trionfanti, sorrisi, speranze.
Non c’è dubbio che con l’apertura del penultimo tratto sia stato messo un importante passo avanti, ma tanta enfasi si sarebbe potuta risparmiare.
Il progetto è in ritardo di 15 anni. Cosa si è festeggiato? Qualcuno ha pensato anche a Taranto, dove i treni praticamente non arrivano più? Questo Sud che festeggia i ritardi è lo specchio della sconfitta.
