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Il fatto di Enzo Magistà, tre gol annullati e due rigori contro: il sospetto è legittimo

Il fatto di Enzo Magistà, tre gol annullati e due rigori contro: il sospetto è legittimo

Risolto, almeno parzialmente, il problema del Bari, che potrà iscriversi al campionato di Lega Pro avendo ottenuto De Laurentiis l’utilizzo del San Nicola, si apre, adesso, un problema altrettanto importante su Taranto.

I rossoblù non hanno ottenuto la promozione in serie D per un gol subito durante i minuti di recupero della finale col Gladiator, ed è stata una grande delusione. Talmente grande che, a fine partita, la rabbia dei tifosi si è scatenata contro i propri colori. Questo la dice lunga sul senso di sfiducia che regna nel capoluogo ionico, dove, se lo sport è il più importante riequilibratore sociale, il calcio è l’unico sfogo possibile. Ma da anni non riesce a riemergere.

Stavolta, con l’impegno dei Ladisa, ci stava riuscendo, ma si è avuta la netta sensazione che qualcuno abbia remato contro. Se fra semifinale e finale ti annullano tre gol che forse il Var avrebbe convalidato, e ti danno due rigori contro, il sospetto è legittimo.

L’arbitraggio di domenica scorsa, poi, è stato a dir poco scandaloso. Non sembra, ma anche fra i dilettanti ci sono i malvezzi atavici. Contro i quali, però, dovrebbe fare da argine la Figc, a livello nazionale e regionale, e non lo fa.

La Figc pugliese aveva una grande occasione per farsi rispettare, ma alla finale era addirittura assente!

Come se non bastasse, è arrivata pure la stangata del giudice sportivo che ha squalificato il campo della SS Taranto fino al 15 novembre prossimo, costringendo la squadra a giocare, non solo in campo neutro, ma anche a porte chiuse. In altre parole, i tifosi tarantini che già bramano da tempo per vedere il nuovo «Iacovone», dovranno aspettare metà novembre per inaugurarlo in campionato.

Tutto questo per una decina di facinorosi che hanno invaso il terreno di gioco e uno di loro ha aggredito un calciatore del Taranto e non della squadra avversaria. Episodio sicuramente da condannare ma nella giusta misura. Paradossalmente, ci sarebbero gli estremi perchè la società ionica si dichiari parti lesa.

Altra anomalia: lo stadio «Iacovone» sarà aperto per i Giochi del Mediterraneo ma sarà vietato fino al 15 novembre per le partite di campionato. La città e la politica unite sono pronte a mobilitarsi in modo trasversale, per combattere e risolvere il problema dei campionati falsati, dei due pesi e due misure.

Tra le sanzioni, anche la squalifica per 4 anni (per aver schiaffeggiato il quarto uomo a fine partita) di una persona identificata come dirigente della SS Taranto ma che la società non riconosce come suo tesserato e che condanna fermamente tale gesto. Perchè Taranto non farà la stessa fine di Bari. Anche se la politica, in entrambi i casi, ha fatto di tutto per far rinascere lo sport sano e con ambizioni identitarie.