La Puglia è la seconda regione italiana per produzione vinicola. La produzione è cresciuta ulteriormente nella passata stagione, arrivando ad 11 milioni di ettolitri. Prima di noi c’è il Veneto, regione che produce un quarto del vino italiano. La quota pugliese è del 16,1.
Divari colmabili, anche perché ogni anno è una lotteria, fra capricci del clima e attacchi di insetti. Quello che resta incolmabile, al momento, è il divario economico.
Un dato su tutti, l’export. Il Veneto, dalle esportazioni, l’anno scorso ha ricavato 3,7 miliardi. La Puglia appena 300 milioni. Il fenomeno Veneto si chiama Prosecco, le cui vendite sono aumentate del 5%. Il nostro vino di punta è il Primitivo, cresciuto del 15%.
La differenza la fanno i volumi. Le bottiglie di Prosecco vendute si contano a milioni, quelle di Primitivo a migliaia.
Al Vinitaly, la Puglia si è nuovamente messa in mostra con le sue eccellenze, ottenendo ottimi riscontri per buone prospettive commerciali. Ma da Verona è arrivata la conferma che il mercato sta cambiando e sta scivolando lentamente, ma sempre più decisamente, verso i vini leggeri e frizzanti.
La Puglia, invece, coltiva e produce per il 60% vini rossi corposi e per il 40% bianchi e bollicine. Ed ha cantine sovraccariche di 3,72 milioni di ettolitri di vino prevalentemente rosso. Dopo l’ubriacatura veronese, sarà il caso di darsi una regolata.