La mancanza di dialogo, e di comprensione, complica anche le cose semplici. Sta accadendo in Puglia fra i medici di famiglia e la Regione.
I medici stanno per scioperare perché la Regione ha deciso che potrebbe chiedere la restituzione di somme percepite indebitamente.
La decisione della Regione risale al 31 dicembre e ha fatto andare di traverso il panettone ai 3500 fra medici di base e pediatri regionali. Ma la scelta della Regione non solo non era imprevedibile, ma doveva esser fatta entro quella data per non incorrere in eventuali sanzioni.
I medici pugliesi devono restituire, singolarmente, all’incirca 70mila euro percepiti come indennità aggiuntiva negli ultimi dieci anni. Ma non solo quelli pugliesi, perché la decisione l’hanno presa un tribunale dell’Emilia Romagna e la Corte dei Conti della Basilicata per le rispettive regioni.
La Puglia, cautelativamente, ha dovuto adeguarsi per non correre il rischio di dover essere chiamata a rispondere di un danno erariale. La risposta dei medici è stata la minaccia di uno sciopero, che si ripercuoterà sui cittadini. Sbagliato.
Perché c’è una soluzione alternativa. La Regione, infatti, non ha inviato l’ufficiale giudiziario con la cartella di pagamento, ma solo preavvisato. La delibera del 31 dicembre può essere impugnata davanti al Tar e così si sospendono i termini. Non solo. Se il Tar dovesse bocciare la delibera, non ci sarà nulla da restituire.









