Leggere e farsi leggere è diventata, ormai, un’impresa ardua. I social hanno massacrato l’editoria, ma i giornali resistono. Per i libri, invece, la vita è diventata impossibile.
Eppure, in Italia, ogni anno continuano ad essere pubblicati quasi 100mila titoli nuovi. Questo fa dire, falsamente, che ci sono più scrittori che lettori.
In realtà in Italia si vendono quasi 100 milioni di libri all’anno. Il fatto è che l’80 per cento di nuovi libri vende meno di 100 copie, e fra questi ci sono anche libri che hanno venduto una sola copia.
Oggi si inaugura a Torino il Salone del Libro che mostrerà la vivacità di un settore che molti danno per morto. Sbagliando. Perché la cultura non solo non muore mai, ma è naturalmente destinata a non morire, perché è il cervello della società, e le società, come i cervelli, si possono inaridire, ammalare, rivoluzionare, ma non muoiono mai.
Lo testimonia un caso tutto pugliese, quello del Libro Possibile, manifestazione nata 25 anni fa, che si svolge a luglio nelle piazze di Polignano e Vieste e da due anni viene ospitata anche al Salone del libro di Londra.
Resistere e rilanciarsi dopo un quarto di secolo, non è cosa facile. Il Libro Possibile è riuscito a farlo, diventando una delle manifestazioni librarie più importanti e seguite d’Italia. E ad essa si deve dare atto di aver collegato la cultura al turismo.