L’Italia è fatta di furbetti. Evasori fiscali, raccomandati e simili, ce li troviamo davanti tutti i giorni e siamo costretti a subirli, impotenti. Perché, come raccontavano nei loro film Totò e Alberto Sordi, il furbetto non solo ha sempre ragione, ma alla fine è pure simpatico. Al lungo elenco non sono da meno i calciatori.
Le simulazioni, le perdite di tempo, sono le recite migliori che riempiono gli spazi vuoti delle partite di calcio. E sabato scorso ne abbiamo avuto una prova con la simulazione dell’interista Bastoni costata l’espulsione all’incolpevole juventino Kalulu.
Una simulazione perfetta, sfuggita non solo all’arbitro, ma anche al Var! Ma non c’è da indignarsi. Anche le simulazioni fanno parte del gioco. Le stesse partite, lo stesso campionato, sotto certi aspetti, lo sono.
Ma c’è una cosa che ha superato il limite, e per la quale il mondo sportivo dovrebbe indignarsi. L’esultanza. Bastoni non solo finge di aver subito un fallo mentre lo fa, ma quando l’arbitro estrae il cartellino rosso per Kalulu, esulta. Contento di aver fatto espellere un innocente con un trucco. Lo fa per rafforzare la simulazione e anche per dire come sono bravo, vi ho fregato.
No, Bastoni. Non hai fregato proprio nessuno, se non te stesso e la tua maglia. E speriamo che non si faccia fregare Gattuso, che ha visto tutto, e non ti convochi in Nazionale. Qualcuno deve pur dare l’esempio.










