Lei stessa ammette di non somigliare a un angelo. E c’è chi dice che nemmeno lo è. Ma Giorgia Meloni è raffigurata da cherubino in una chiesa di Roma, san Lorenzo in Lucina, in un affresco restaurato di recente.
A dipingerne il volto nella cappella del Crocifisso della chiesa è stato il sacrestano, che come secondo lavoro fa proprio il pittore. Giorgia sorregge una mappa dell’Italia mentre osserva pensierosa, e omaggia, il monumento posto di fronte a lei, dedicato all’ultimo re di casa Savoia, Umberto II.
Che quel volto raffiguri proprio lei non ci sono dubbi. Non ci vogliono gli occhiali per accorgersene. Ma il sacrestano giura di averlo dipinto senza pensare a lei, e di essere apartitico e inelettore, mancando dal voto da diversi anni.
La scoperta è stata fatta da Repubblica, e subito il ministro Giuli – essendo la chiesa di proprietà dello Stato – ha mandato gli ispettori della Sovrintendenza. Che verificheranno non tanto l’autenticità del dipinto quanto se il restauro fosse stato autorizzato.
La presenza di personaggi famosi in affreschi e dipinti di grande valore artistico non è una novità. Anche pittori come Caravaggio amavano inserire il proprio volto nei loro capolavori. Sergio Fontana, ex presidente di Confindustria Puglia, fu affrescato in una tela esposta nella Cattedrale di Canosa. E subito rimosso.
Non sarà così per la Meloni. Anche perché, da qualche giorno, san Lorenzo in Lucina è assaltata dai curiosi.