Il Corriere della Sera ha dedicato ieri una pagina intera ai Giochi del Mediterraneo in programma a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre. Secondo Milena Gabanelli sarebbe stato meglio destinare ad altro i 315 milioni necessari per organizzare e far disputare i Giochi, ritenuti di serie B. Rispettiamo la sua opinione, ma non siamo d’accordo.
La cultura olimpionica non si può stratificare, non può essere declinata in serie A, B o C. Mai come adesso il Mare Nostrum ha bisogno di un elemento di coesione, di un respiro comune che solo lo sport può contribuire a costruire.
Taranto, soffocata da una crisi ambientale e industriale che la sta marginalizzando, deve rinascere, e ha bisogno di uno spunto emotivo che accenda la ripresa, di una scintilla emozionale che la metta in condizione di ripartire. Per questo i Giochi, al di là di ogni altra considerazione, sono una importante opportunità.
Proprio la carenza di strutture, e persino l’assenza di contenitori idonei ad ospitare atleti e dirigenti dovrebbe dare la dimensione delle emergenze da superare che invece il Corriere demonizza, come se fosse colpa di Taranto non avere stadio e palazzetti idonei.
I Giochi dovevano costare 150 milioni, ma ne costeranno 315. Uno scandalo? Le Olimpiadi di Cortina-Milano, sono costate oltre 2 miliardi, e ad oggi hanno un deficit di 310 milioni, esattamente il costo dei Giochi del Mediterraneo. A noi arrivano le briciole, e c’è pure chi ce le contesta!
