Dopo settimane di silenzio, Michele Emiliano ha rotto il ghiaccio, ed è tornato a parlare, in tv e sui giornali. Segno che ha superato la doppia crisi da siluramento subita da Decaro, e che il dialogo col suo figlio politico è ripreso.
E infatti, anche se ufficialmente l’ex presidente non è entrato nel ruolo di suo consulente giuridico, Emiliano non fa mancare notizie, consigli e suggerimenti a Decaro sui casi più scottanti che sono sul suo tavolo, dall’ex Ilva all’emergenza idrica. Anzi, sembra che i due si sentano giornalmente per aggiornarsi e scambiarsi informazioni.
Nel frattempo, Decaro sta curando l’aspetto formale della consulenza, ancora bloccata a Roma, al Csm. Da Palazzo dei Marescialli hanno chiesto a Decaro di avere pazienza. Il si alla nuova aspettativa per Emiliano arriverà, ma dopo il referendum. Per giustificare l’allungamento dei tempi, il Csm ha formalmente posto un quesito alla Regione: da chi sarà pagato Emiliano? Pronta la risposta: se ha chiesto l’aspettativa da magistrato, è chiaro che a pagarlo sarà la Regione.
L’inghippo era sostanzialmente questo. Superato l’ostacolo, Emiliano ha potuto avviare la sua campagna elettorale per il “no”, sia perché ci crede, sia per ingraziarsi il Csm, e sia, soprattutto, per continuare a far sentire il suo peso politico alla Schlein, che con lui ha firmato una cambiale, con scadenza nella primavera del 2027.










