A più di un mese dalle elezioni regionali, solo Antonio Decaro è certo del risultato. Sarà governatore per cinque anni. Gli altri, tutti i 50 consiglieri pronti a prendersi il seggio, sono in attesa di saperlo ufficialmente, e qualcuno trema, perché potrebbe non averlo.
Quando la Corte d’Appello di Bari li chiamerà a raccolta per la proclamazione (metà gennaio?) tremeranno le gambe a tutti. Perché potranno essere cambiati i voti di preferenza, potrà essere cambiata la distribuzione dei seggi, potrebbe addirittura essere impugnata la stessa proclamazione.
Mai, in Puglia, tornata elettorale regionale fu più confusa e incerta. Tanto che da noi solo mercoledì prossimo si potrà insediare il presidente, mentre in Veneto e Campania le giunte stanno già lavorando.
Tutto per colpa di una legge elettorale mostruosa e inapplicabile. Una legge che farebbe saltare sulla sedia i giudici costituzionali se solo qualcuno avesse il buon senso di sottoporgliela. Una legge che tutti, alla vigilia, sapevano che avrebbe creato problemi, ma che nessuno ha avuto la capacità o la volontà di aggiustare.
Perciò diamo un consiglio a Decaro. Va bene la sanità, le liste d’attesa e quello che si è impegnato a risolvere. Ma contemporaneamente, metta mano alla legge elettorale. La si deve cambiare assolutamente e lo si può fare solo ad inizio legislatura. Fra un anno sarà già impossibile. E lui sa perché.









