Dopo la sentenza del Tribunale di Bari che ha condannato 12 persone, come da legge Scelba, per ricostituzione del partito fascista, si è aperto il dibattito sullo scioglimento di Casa Pound. Il governo tace, ma per esso parlano i partiti. Non tutti, però, a proposito.
Il portavoce di Forza Italia, ad esempio, ha dichiarato che “sciogliere Casa Pound non spetta al governo, ma alla magistratura. Il governo si deve muovere sulla base di una sentenza. E la sentenza barese ha condannato i militanti,non l’organizzazione”.
Non è proprio così. Sciogliere un movimento o un partito in base alla legge Scelba tocca al governo. Fu così, ad esempio, nel 1973, con decreto del ministro dell’Interno Paolo Emilio Taviani, che sciolse Ordine Nuovo dopo la condanna di 30 suoi militanti. Sicuramente è necessario che ci sia una sentenza di condanna, anche se di primo grado.
I militanti, poi, sono l’essenza dell’organizzazione, e l’organizzazione stessa. Ma in quanto persone,non si possono sciogliere. I movimenti si. Quindi, la difesa d’ufficio di Forza Italia non regge. Il governo, se vuole, facendo riferimento alla sentenza barese può sciogliere Casa Pound. Leggersi a tal proposito decisione del Consiglio di Stato Sez. IV 21/6/74 n. 452. La scelta è politica. Ma se il clima è quello che intuiamo dalla difesa d’ufficio azzurra, l’orientamento va in tutt’altra direzione. Excusatio non petita…