A Monteleone di Puglia si voterà il 24 e 25 maggio per eleggere sindaco e consiglio comunale. Gli elettori, nel piccolo Comune del Subappennino, sono appena 748. Due i candidati sindaco che si contenderanno la poltrona di primo cittadino, senza ballottaggio. Ma è successo qualcosa di clamoroso.
I dieci posti in Consiglio se li contenderanno ben 90 candidati. Infatti, alla scadenza dei termini di legge, sono state presentate 9 liste, tutte ammesse alla competizione. Come mai tanta voglia di amministrare il Comune da parte dei non giovanissimi monteleonesi?
In realtà, non è scoppiata alcuna voglia di amministrare. I monteleonesi che aspirano a tanto sono meno di una ventina. Tutti gli altri risultano residenti in altre città italiane. E la cosa più curiosa è che si tratta di dipendenti delle forze dell’ordine.
Agenti penitenziari, poliziotti, marescialli dell’esercito, carabinieri, vigili del fuoco, hanno scelto di dedicarsi a Monteleone, alcuni dei quali senza sapere nemmeno dove si trova. E tutti senza alcuna speranza di essere eletti perchè lì, nessuno li conosce. Lo hanno fatto per sfruttare una legge che gli consente, se candidati, di usufruire di 30 giorni di permesso elettorale. Raddoppieranno il loro periodo di ferie fingendo di essere candidati al Comune.
Uno scandalo. Permesso, però, da una legge che andrebbe cambiata, prevedendo che al Comune possa candidarsi chi ci risiede.