Categorie
Il fatto di Enzo Magistà

Il fatto di Enzo Magistà, armi contro resilienza

La Pasqua, col sole, ha portato un po’ di luce anche sulla guerra in Iran. Sembra possa essersi aperto uno spiraglio per una trattativa che conduca alla pace. Una speranza flebile, ma emersa proprio nel giorno di Pasqua, giorno di pace. Tutto è ancora contraddittorio, ma la speranza è l’ultima a morire. Ci sarebbero mediatori neutri fra Usa ed Iran, che hanno proposto per prima cosa 45 giorni di tregua militare, sembra su input di Trump.

Dall’altra parte, i Pasdaran rispondono negativamente, mettendo anche in dubbio l’esistenza della proposta. La verità è che né Trump, né i Pasdaran sono credibili. Trump vuol trovare a tutti i costi una via d’uscita perché si sta rendendo conto dei danni fatti. I Pasdaran l’hanno capito e lo tengono sulla brace. Hanno tutto da guadagnare, col tempo. Il blocco dello stretto di Hormuz tiene il mondo sotto schiaffo e Trump, che diventa ogni giorno più ingestibile e indigeribile.

L’Iran difficilmente cadrà ai suoi piedi. Non è né l’Iraq, né l’Afghanistan e men che meno il Venezuela. Potrà distruggere Teheran trasformandola in macerie, ma non cancellerà una cultura che affonda le sue radici nelle origini del mondo. La differenza è tutta qui. Armi contro resilienza. Apparentemente stanno vincendo le prime. Ma «partita finisce quando l’arbitro fischia». E l’arbitro è la storia.

Lascia un commento Annulla risposta

Exit mobile version