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Ucciso il nipote del boss Moretti, l’allarme di Libera: «Foggia si risveglia nella paura. Rischio nuova guerra di mafia»

Il sangue è tornato a scorrere sulle strade di Foggia e con esso è tornato l’incubo di una faida senza fine. All’indomani dell’agguato costato la vita ad Alessandro Moretti, nipote dello storico boss Rocco Moretti ucciso ieri sera in città, l’associazione Libera lancia un grido d’allarme lucido e preoccupato.

«Ancora una volta Foggia si sveglia con la paura – scrive il coordinamento provinciale –. La paura che questa sia l’ennesima scintilla di una guerra di mafia che non smette mai davvero di alimentarsi».

L’analisi di Libera fotografa una dinamica criminale che sembra rigenerarsi all’infinito: «I cognomi si ripetono e si rincorrono. Famiglie che da decenni si contendono potere e affari. Cambiano i volti, si affacciano i giovani che mantengono i rapporti con chi è detenuto, ma non cambiano la violenza e la sete di vendetta». Nonostante questo scenario cupo, l’associazione invita la società civile a non cedere alla tentazione della normalizzazione: «Non possiamo cedere alla rassegnazione».

Per Libera, la risposta dello Stato non può limitarsi alla repressione, per quanto fondamentale. «Non basta il lavoro, costante e certosino, delle forze dell’ordine e della magistratura», sottolinea la nota. Serve uno scatto in più da parte di tutti: investimenti economici, lavoro, scuola, sanità e cultura. «Questa terra ha bisogno di un impegno corale. Serve uscire dalle dinamiche egoistiche e personali e impegnarci insieme per il bene di tutti».

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