Se n’è andata questa mattina, lunedì 26 gennaio, portando con sé un secolo di storia e il primo vagito di intere generazioni. Tatjana Koskelewa, per tutti semplicemente “la russiana”, è morta all’età di 102 anni. Una figura leggendaria per San Severo: in oltre 50 anni di attività come ostetrica, ha fatto nascere circa 9.000 bambini, assistendo le madri a qualunque ora del giorno e della notte.
Una vita da romanzo
Nata a Sumi, in Siberia, l’8 febbraio 1923, la sua giovinezza fu segnata dalla guerra. Deportata a soli 23 anni nei campi di lavoro in Germania, lì conobbe un soldato italiano di San Severo che sarebbe diventato suo marito. Arrivata in Puglia nel 1945, Tatjana dovette ricostruire tutto da zero, compresa la sua istruzione. Nonostante avesse quasi completato gli studi di medicina in Russia, in Italia dovette ricominciare dalle scuole elementari, scalando tutti i gradini dell’istruzione fino a conseguire la laurea in ostetricia a Bari.
Tatjana non è stata solo una levatrice instancabile, ma un simbolo di emancipazione femminile nel dopoguerra del Sud Italia. «È stata la prima donna a San Severo ad indossare i pantaloni e la prima ad andare in bici», ricorda con orgoglio la nipote Ljudmilla Venditti. «Ha combattuto la fame, si è rimboccata le maniche e ha lavorato tantissimo. Tutte le partorienti volevano nonna». L’amministrazione comunale, che nel 2023 l’aveva festeggiata per i suoi 100 anni, la ricorda oggi come «la mamma di tantissimi sanseveresi», una donna che si è spesa totalmente per il prossimo e per il lavoro. Lascia tre figli, 9 nipoti e 10 pronipoti.