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San Severo, il Consiglio comunale diventa ring: Spada offende la presidente Caposiena

Il Consiglio comunale si trasforma in un ring. Durante l’ultima seduta, mentre l’aula era chiamata a votare le linee di indirizzo per gli obiettivi strategici di anticorruzione e trasparenza (biennio 2026-2028), il dibattito è degenerato in un violento scontro verbale. Nel momento in cui la presidente dell’assise, Rosa Caposiena, invitava i consiglieri all’espressione del voto, dai banchi è partita un’offesa colorita all’indirizzo dell’esponente di Forza Italia. Autrice della filippica è stata la consigliera Alessandra Spada, presidente del Consiglio fino ad alcuni mesi fa. Tra gli epiteti rivolti a Caposiena, sono chiaramente udibili in un audio diventato virale le espressioni: «Faccia di corno, bestia». All’origine del diverbio, come già accaduto in passato, vi sarebbe la forte rivalità politica legata proprio della carica di presidenza.

Volano gli stracci

Durissima la reazione di Rosa Caposiena, che ha annunciato le vie legali. «Un ex presidente del Consiglio che si rivolge in aula al presidente del Consiglio con frasi che mi vergogno anche a ripetere e che se fossero state pronunciate da un uomo contro una donna sarebbero arrivate sulle reti televisive nazionali. Provvederò a notiziare il prefetto e a rivolgermi alle autorità per sporgere querela contro la consigliera Spada che ormai ha perso il lume della ragione. Questa non è politica, è veleno».

Le reazioni

L’amministrazione guidata dalla sindaca Lidya Colangelo e l’intera coalizione di maggioranza hanno subito condannato l’accaduto. «La coalizione di centrodestra stigmatizza il linguaggio violento e inadeguato utilizzato dalla consigliera Spada. L’assemblea deve rimanere uno spazio di rispetto istituzionale in cui le parole abbiano il peso e la misura che il ruolo pubblico impone». Anche lo schieramento di minoranza ha preso le distanze dai toni utilizzati durante la seduta. La consigliera Pd Mariella Romano ha espresso amarezza per lo spettacolo offerto dall’aula. «Mi vergogno per loro e per l’idea di politica che stanno offrendo», ha detto sottolineando come il ricorso a un linguaggio «da osteria» sia ancor più grave considerando il ruolo sociale, professionale e politico delle protagoniste coinvolte.

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