La politica pugliese e, in particolare di Capitanata, perde uno dei suoi protagonisti più longevi e rappresentativi. Si è spento Francesco Damone, conosciuto da tutti semplicemente come “Cecchino“.
La sua scomparsa a 87 anni segna la fine di un’epoca per la città di San Severo e per la provincia di Foggia, di cui è stato per decenni un punto di riferimento imprescindibile.
Damone non è stato solo un politico, ma un’istituzione locale con un consenso elettorale solidissimo che lo ha portato dai banchi del consiglio comunale fino al consiglio regionale.
Leader carismatico e profondo conoscitore delle dinamiche del territorio, Cecchino Damone incarnava la figura del politico di una volta, capace di un rapporto diretto e quasi osmotico con il suo elettorato.
L’impegno politico nasce negli anni ’60 del secolo scorso che lo vedono animatore di memorabili Feste della matricola. Approda nella Democrazia cristiana e in consiglio comunale tra le fila della corrente adreottiana che fa riferimento al deputato e ministro foggiano Vincenzo Russo. Tuttavia, Damone negli anni incarna quel “battitore libero” non ascrivibile ad alcuna area della “Balena bianca”, pur restando sempre all’interno del recinto centrista del partito. Così come resta “un moderato” dopo lo scioglimento della Dc.
Una posizione che nel primo decennio del nuovo millennio lo porta in scia di Raffaele Fitto con cui diventa il referente provinciale della civica La Puglia Prima di Tutto, approdando in consiglio regionale con il ruolo di capogruppo. Un traguardo tentato più volte tra gli anni ’80 e ’90 e coronato nel 2005, dopo aver corso anche per la Camera dei deputati.
La notizia della sua morte ha fatto rapidamente il giro della provincia di Foggia e della Puglia, suscitando un’ondata di cordoglio trasversale. Amici e avversari politici riconoscono oggi il valore di un uomo che ha speso la vita per la sua comunità, portando le istanze dell’Alto Tavoliere al centro del dibattito regionale.
Con la sua morte, San Severo saluta un pezzo della sua storia recente, un uomo che ha saputo incidere profondamente nel tessuto sociale e amministrativo della città e anche della provincia.
Il cordoglio di Emiliano e Piemontese
Cordoglio per la scomparsa di “Cecchino” Damone esprime il presidente uscente della Regione Puglia, Michele Emiliano: «Ha lasciato questa terra per continuare a fare tutto il possibile per la sua famiglia, per la Puglia e per l’umanità intera», scrive in una nota. «Grazie a lui e ai suoi cari per i doni che abbiamo ricevuto e per quanto riceveremo ancora», conclude il governatore pugliese.
Raffaele Piemontese, vicepresidente uscente della Regione Puglia, ricorda Damone come un «protagonista di oltre mezzo secolo di vita pubblica in Puglia e in Capitanata. Avvocato, dirigente dell’Amministrazione regionale pugliese, consigliere regionale per due legislature, consigliere comunale per molti anni della sua San Severo – scrive Piemontese -, Damone ha interpretato la politica come servizio alla comunità, distinguendosi nelle battaglie per la sanità, lo sviluppo del territorio e la formazione professionale. Resta un’eredità fatta di coerenza, tenacia e amore per la propria terra».