Borgo deserto e tasche vuote. A Roseto Valfortore dopo l’alluvione, la siccità negli affari: ristoranti e bed&breakfast praticamente ferme ed economia a rotoli. In poco meno di un mese nel piccolo borgo sui Monti Dauni la situazione è allarmante. Le strade chiuse e collegamenti a singhiozzo non permettono di mantenere viva l’economica locale, basata sulla ricettività e accoglienza, soprattutto nei weekend festivi, come lo scorso 25 aprile, data che di solito rappresentava un importante test turistico, che si è trasformata in un flop di presenze e affari.
«Dopo l’emergenza maltempo adesso abbiamo l’emergenza economica. Qui non viene più nessuno. I nostri ristoratori hanno poche prenotazioni, perché la gente è spaventata dall’affrontare una trasferta insidiosa su strade che sono poco più di una mulattiera» afferma la sindaca Lucilla Parisi. E consola poco che , quasi ogni giorno riceva la telefonata del presidente Decaro o dell’assessore Piemontese, «qui è tutto fermo e non possiamo andare vanti ancora per molto in questa situazione», sottolinea la prima cittadina.
La prospettiva
Nel fine settimana dovrebbero arrivare notizie confortanti – si spera – dalla Provincia dopo l’ennesimo sopralluogo dei tecnici di Palazzo Dogana. Si valuta la possibilità di rendere carrabile almeno una parte della strada provinciale 129 e magari avere tempi e costi certi per la riapertura della provinciale 130, entrambe danneggiate dagli eventi climatici d’inizio aprile.
«Noi amministratori di piccole realtà non abbiamo molto potere per incidere su situazioni che sono superiori alle nostre capacità d’intervento. Abbiamo solo un’arma, quella della pazienza, ma in queste condizioni è un’arma spuntata che mortifica la stessa ragione di resilienza in aree già marginali per altri servizi», sottolinea ancora Parisi che aggiunge: «C’è una forte disillusione e amarezza che toglie il fiato, ma noi siamo abituati a resistere, anche in condizioni che oggettivamente non sono semplici d’affrontare».
La situazione
Roseto Valfortore non è l’unica realtà a soffrire. Sui Monti Dauni, dopo la riapertura della provinciale 125 e la ripresa dei collegamenti in autobus di grandi dimensioni, restano appese a un filo le prospettive nei trasporti a Faeto, dove le piogge annunciate nei prossimi giorni aumentano le preoccupazioni. Insomma, tutti con il naso all’insù sperando che la pioggia non faccia troppi danni e che non finisca per isolare nuovamente il territorio. «Abbiamo paura che succeda ancora, ma cosa possiamo farci? Siamo ostaggio degli eventi climatici. Tutto questo è desolante», evidenzia ancora una volta la sindaca Parisi.