Circa trentadue chilometri, tra andata e ritorno, per fare il pieno di benzina. Come svuotare parte del serbatoio dell’auto pur di non restare a piedi. Oltre al caro prezzi, costa caro ai rosetani fare rifornimento di carburante, perché l’unico distributore in città è rimasto a secco, visto che da giorni non arriva il carburante. Così per evitare che si accenda la spia sul cruscotto, i rosetani devono percorrere una strada interpoderale – qualcuno con un vezzo di onnipotenza, la definisce comunale – e raggiungere San Bartolomeo in Galdo, nella vicina Campania, fare il pieno e ritornare nel piccolo borgo sui Monti Dauni. Ogni volta trentadue chilometri. Trentadue litanie perché la strada non è un esempio di sicurezza. Trentadue imprecazioni che si moltiplicano a ogni chilometro, contro il Governo, i politici e le tante promesse ricevute che riempiono le orecchie e lasciano vuoti i serbatoi delle auto.
La denuncia
«Siamo delusi e incavolati dal Governo per i fondi stanziati per l’emergenza maltempo» afferma la sindaca Lucilla Parisi che, nei giorni dell’emergenza ha accolto il presidente Decaro – «per la prima volta abbiamo visto un presidente della Regione dalle nostre parti», afferma la prima cittadina – e ascoltato le promesse del capo della Protezione civile nazionale. Intanto, se non ci fosse stato l’Esercito Roseto Valfortore sarebbe ancora isolata dalla frana che ha interrotto i collegamenti stradali sulle provinciali 129 e 130.
«Dov’è sono i ministri, dove sono i parlamentari foggiani, dove sono i soldi per mettere in sicurezza il territorio?», si chiede Parisi che aggiunge: «Roma ha elargito una elemosina alla Puglia. Dieci milioni di euro non bastano neppure a riaprire le provinciali chiuse dal maltempo che hanno causato il nostro isolamento». E con provocazione conclude: «Sono pronta a fare da guida ai ministri e ai parlamentari per mostrare le condizioni del nostro territorio. Invece, di stare comodi a Roma venissero a stare qualche giorni qui con noi, si renderebbero conto del disastro causato dal maltempo».
Le iniziative
Secondo una prima stima dei danni e delle urgenze, le strade provinciali della Capitanata avrebbero bisogno di almeno 30 milioni di euro per essere messe in sicurezza. Il presidente Giuseppe Nobiletti lo ha sottolineato di recente, ma il suo appello è rimasto praticamente inascoltato. Un appello che non riguarda solo Roseto Valfortore e Faeto, i due borghi rimasti isolati per giorni, ma coinvolge altri comuni che sono a forte rischio idrogeologico e che, ad ogni pioggia, potrebbero aggiungersi all’elenco delle città senza collegamenti stradali.
Intanto, torna «normale» la percorribilità sulla provinciale 129, ma è un palliativo nei collegamenti sui Monti Dauni. «A me serve riaprire la provinciale 130, perché è quella più diretta verso la Piana del Tavoliere ed è quella che serve per le nostre attività. Se siamo destinati a morire, fateci almeno morire in compagnia e non da soli come appestati» si sfoga la sindaca.










