Dal dentista, tra i cantieri di lavoro o lungo i tratturi regi per centinaia di chilometri, ma rigorosamente in sella. Di fronte al rialzo vertiginoso dei prezzi dei carburanti, Massimiliano Accetturo, 56 anni, ha deciso di rispolverare la più antica forma di mobilita sostenibile. Originario di Rocchetta Sant’Antonio, piccolo comune dei Monti Dauni, l’uomo compie i suoi spostamenti quotidiani e professionali in compagnia della sua fidata cavalla Maja.
Giardiniere di professione, Accetturo ha alle spalle una lunga parentesi in Emilia-Romagna, dove ha lavorato per oltre vent’anni a Rimini curando tra gli altri i giardini della famiglia di Raoul Casadei e di prestigiose strutture ricettive della Riviera. Nel 2020 il rientro definitivo nei luoghi d’origine, riallacciando i fili con una passione di famiglia tramandata da quattro generazioni: «Mio bisnonno commerciava cavalli sotto il Regno delle Due Sicilie, poi la tradizione è passata a mio nonno, mio padre e infine a me. Oggi nella mia villetta ho allestito scuderie dove accudisco otto destrieri».
«Un pieno d’auto costa oltre 100 euro, in sella risparmio e ritrovo vecchi ritmi»
La svolta “a cavallo” è maturata negli ultimi mesi, quando il costo di rifornimento dei mezzi a motore ha raggiunto cifre insostenibili per chi si sposta frequentemente tra i confini di Puglia, Campania e Basilicata:
«Per fare un pieno a una delle mie automobili servono ormai circa 180 euro – spiega Accetturo –. Muovendomi a cavallo azzero le spese e mi godo una sensazione impagabile di contatto con il territorio. Ho percorso l’intero tratturo regio arrivando fino a Pescasseroli in nove giorni. Naturalmente Maja richiede grande cura e rispetto, proprio come si farebbe per se stessi, ma il ritorno ai vecchi ritmi della transumanza rappresenta un’alternativa valida e bellissima».
