La continuità terapeutica non è mai stata interrotta e, a breve, l’assistenza domiciliare diventerà realtà. È questa la rassicurazione che l’Asl di Foggia ha affidato a una nota ufficiale, rispondendo al disperato appello lanciato nelle scorse ore al presidente della Regione, Antonio Decaro, da una paziente foggiana affetta da una patologia rara, la quale lamentava l’assenza da mesi dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).
L’Azienda Sanitaria ha tenuto a precisare che la cura della donna non è mai stata messa a repentaglio: «È sempre stata garantita la continuità terapeutica, con la regolare somministrazione del trattamento settimanale previsto per la patologia, in costante e diretta interlocuzione con la paziente».
Attualmente, spiega l’Asl, la delicata terapia endovenosa viene somministrata in un ambiente protetto, ovvero presso l’ambulatorio di Pneumologia interventistica dell’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, che è il centro prescrittore ufficialmente abilitato. Tuttavia, le criticità logistiche legate agli spostamenti per i malati rari sono ben note, ed è per questo che le procedure per portare le cure a casa della paziente sono già in moto. L’Azienda Sanitaria fa sapere che sta attivamente supportando l’attivazione del programma “Gricare”, un percorso (condiviso preventivamente con la donna e gestito dal centro prescrittore) finalizzato a garantire l’infusione domiciliare in forma del tutto gratuita.
La vicenda ha fatto da acceleratore per un potenziamento strutturale dei servizi sul territorio. L’Asl dauna ha infatti annunciato di aver avviato l’iter per l’istituzione di un ambulatorio distrettuale interamente dedicato alla somministrazione di terapie infusionali per i malati rari. Una richiesta ufficiale in tal senso è stata inviata lo scorso 2 aprile al Co.Re.Ma.R (il Coordinamento regionale per le malattie rare dell’AReSS Puglia), il cui vertice per discutere la proposta è già stato calendarizzato per il prossimo 21 aprile.