A quasi un anno di distanza ancora una volta una delegazione europea sarà in visita nelle città fantasma sorte nelle campagne della Capitanata. Torneranno senza aspettarsi grandi pretese, perché rispetto a un anno fa non ci sono novità, fatta eccezione per quella più sostanziale: i fondi previsti dal Pnrr sono andati perduti, mentre un anno fa qualche speranza ancora si nutriva, sia pure debole e non alimentata dalle politiche governative.
Così, dopo la visita del luglio 2025, una delegazione del Parlamento Europeo (Commissione Empl) e i vertici del sindacato europeo Effat faranno tappa a Borgo Mezzanone, la più grande baraccopoli d’Italia. Ad accompagnarli, la Flai Cgil – ma la iniziativa è condivisa anche da Cisl e Uil – che «nel ghetto del foggiano non solo interviene quotidianamente, ma gestisce un ufficio sindacale di prossimità per garantire diritti e tutele ai circa mille braccianti residenti».
La situazione
«Qui non è cambiato nulla» afferma Sara Stella della Flai Cgil che ogni giorno tasta il polso dell’emergenza nella baraccopoli sorta accanto all’ex pista aeroportuale nelle campagne tra Manfredonia e Foggia.
Un agglomerato di lamiere e legno che s’illumina a ore alterne: ventiquattr’ore per la baraccopoli «nata» sul lato destro della pista, le successive ventiquattro per quello a sinistra. Naturalmente sono allacci abusivi, ma nessuno ci prova a staccare la luce per evitare sommosse e proteste che arriverebbero fino nel capoluogo.
Ma non è l’unica emergenza presente a Borgo Mezzanone. Se la luce c’è a giorni alterni, l’acqua è il bene prezioso più carente. Una carenza che riguarda anche gli ospiti dell’ex Cara, quello recintato e presidiato dalle forze dell’ordine. «C’è poi il tema dei temi: quello del rilascio dei documenti necessari per garantire lavoro e paghe ai tanti braccianti impegnati nelle campagne del Foggiano», aggiunge ancora Stella.
La finalità
«Andare a Borgo Mezzanone con una delegazione europea significa dare continuità a quel grido di dignità che abbiamo sollevato il 28 marzo durante la ‘Marcia degli Invisibili’. Bisogna combattere la condizione di invisibilità a cui si vogliono ridurre questi lavoratori e queste lavoratrici, dietro ogni prodotto agricolo che arriva sulle tavole europee ci sono persone vittime di un sistema di sfruttamento che nega acqua, luce e dignità» sottolinea Antonio Ligorio, segretario generale della Flai Puglia, mentre Giovanni Tarantella, segretario generale Flai Foggia, evidenzia: «Portare l’Europa dentro il ghetto significa che finalmente la lotta contro lo sfruttamento supera i confini regionali».
Intanto, la Cisl di Foggia, la Parrocchia di Borgo Mezzanone e l’associazione Solidaunia firmano il protocollo per i servizi ai migranti. «Questa intesa nasce con una motivazione fondamentale: mettere al centro la dignità di lavoratori stranieri che, spesso, vivono in condizioni al limite. Offrire loro dei servizi di assistenza e tutela personale, sanitaria e sindacale equivale ad un atto di giustizia» afferma Carla Costantino, segretaria generale della Cisl di Foggia.










