Il padre di una studentessa di 14 anni, che frequenta la prima classe dell’istituto superiore Einaudi di Foggia, avrebbe aggredito e schiaffeggiato il docente di lingue e letteratura straniera della figlia.
Sarebbe stata proprio la ragazzina a telefonare al padre, lamentandosi per essere stata rimproverata.
L’uomo, eludendo la sorveglianza dell’istituto, sarebbe entrato in classe e avrebbe inizialmente avuto un litigio verbale con il docente, fino ad arrivare a schiaffeggiarlo.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i sanitari del 118 che hanno trasportato il professore in ospedale dove è stato visitato e dimesso con una prognosi di sette giorni. L’aggressore è fuggito subito dopo. Le indagini sono in corso.
«È stata un’azione fulminea», ha raccontato all’ANSA il dirigente scolastico, Lanfranco Barisano. «Per accedere al nostro istituto si suona il campanello – spiega -, mentre il genitore ha approfittato dell’apertura momentanea della porta, perché aveva fatto ingresso un altro padre per prelevare il figlio, e si è diretto nella classe in cui il docente stava svolgendo lezione sferrandogli un ceffone davanti a tutti, nonostante la presenza di tre collaboratori scolastici tra cui due donne, che nulla hanno potuto fare».
Il dirigente scolastico si dice «enormemente dispiaciuto per il docente, sulle cui condizioni mi sto sincerando da venerdì, e preoccupato per lo choc subito dai giovanissimi studenti che hanno assistito all’aggressione. Provvederò ad attivare incontri con alunni e famiglie».
Barisano, che è alla guida dell’istituto da due anni, sottolinea «che non si erano mai verificati episodi simili prima di oggi. Attiveremo tutte le procedure di tutela dei nostri alunni».
Il professore aggredito: «Tornerò a scuola ma ora ho paura»
«I genitori dovrebbero stare più dalla parte dei docenti perché noi non torturiamo i vostri figli ma cerchiamo di migliorare la loro vita. Per il momento ho bisogno di riposo. L’episodio mi ha turbato. Tornerò certamente a scuola ma ora ho paura. Non mi sento ancora in grado di farlo». Dice all’ANSA il docente aggredito. L’uomo, che ha chiesto che non venga divulgato il suo nome, ha 61 anni e lavora nel mondo della scuola dal 2014.
«Stavo facendo lezione – racconta – quando un’alunna ha appoggiato i piedi in maniera scomposta su una sedia di fronte. Io l’ho ammonita in più occasioni dicendole di non farlo ma non mi ascoltava. Ad un certo punto mi sono avvicinato al suo banco e con il mio piede ho spostato il suo. La ragazza ha iniziato a gridare dicendo che le avevo dato un calcio e che avrebbe chiamato il padre. Ha preso il telefono, che in classe non può essere utilizzato, e ha avvisato suo padre. Dopo circa 15 minuti, si apre la porta dell’aula, entra quest’uomo, che mi rivolge parole pesanti e mi sferra uno schiaffone che mi fa cadere a terra. Il tutto avanti ad un’intera classe. Poi prende sua figlia e va via».
Un collega, riferisce «mi ha aiutato ad alzarmi – racconta ancora – Ho chiamato il 118 e i carabinieri. In ospedale mi hanno medicato e dato sette giorni di prognosi. Ho un occhio che mi fa male».









