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Foggia, insegnante di religione precaria per anni a scuola: il Ministero condannato a risarcirla

Una vita professionale appesa al filo dei rinnovi annuali, senza mai intravedere la stabilizzazione. È l’odissea vissuta da una docente precaria di religione originaria di Manfredonia (Foggia), che oggi ha però ottenuto una significativa vittoria in tribunale contro il Ministero dell’Istruzione.

Il giudice della sezione Lavoro del Tribunale di Foggia, Ivano Caputo, ha infatti condannato il dicastero di Viale Trastevere a risarcire la lavoratrice con 6mila euro (pari a tre mensilità), riconoscendo a tutti gli effetti «l’illegittima e abusiva reiterazione dei contratti a tempo determinato» stipulati ininterrottamente a partire dall’anno scolastico 2020/2021.

La vertenza e il precedente giuridico

La docente, stanca del continuo precariato, si era rivolta al sindacato Uil Scuola e all’avvocato Marco Dibitonto del foro di Foggia per far valere i propri diritti. La sentenza emanata nelle scorse ore non rappresenta solo un risarcimento personale, ma rischia di innescare un vero e proprio effetto domino.

«Questa è una delle prime pronunce di questo tipo nella provincia di Foggia e rappresenta un importante precedente», ha sottolineato il segretario generale della Uil Scuola Foggia, Nicola Rega. Il sindacato fa notare come si stiano moltiplicando i ricorsi di docenti bloccati da anni in un limbo contrattuale. La strada per il risarcimento, supportata anche da un recente orientamento della Corte di Cassazione, è aperta per tutti quegli insegnanti (compresi i docenti di sostegno e non solo di religione) che hanno accumulato oltre 36 mesi di servizio (al 31 agosto) o l’equivalente di quattro contratti al 30 giugno, purché prestati nella stessa istituzione scolastica e per la medesima classe di concorso.

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