A sorpresa la sindaca Maria Aida Episcopo ha fatto visita ai simpatizzanti e agli iscritti del M5S in Fiera per l’evento «Nova», la piattaforma per la redazione del programma nazionale da portare al tavolo della coalizione per le prossime elezioni politiche organizzata in 100 piazze d’Italia. I rapporti tra la prima cittadina e i pentastellati sono quanto mai tesi. Nessuna delle istanze chieste dal M5S, dalla rimozione dei due dirigenti al ramo all’Ambiente e ai Servizi Sociali alla nomina di un direttore generale, è stata finora realizzata da Episcopo. Mario Furore, europarlamente pentastellato, lo chiarisce.
Furore a che punto siamo?
«Noi non vogliamo far fallire il campo largo su Foggia mi dispiace anche che i cittadini stiano interpretando questa perdita di tempo come una rincorsa alle poltrone. Noi non abbiamo richiesto poltrone in più, il MoVimento 5 Stelle ha chiesto solo un cambio di metodo sulle posizioni organizzative e amministrative per snellire e sburocratizzare le procedure in Comune con la rotazione dirigenziale. E poi sui nostri assessorati abbiamo chiesto di essere messi nella condizione di lavorare meglio».
Quindi pace fatta?
«Serve un rispetto di tutte le forze del campo largo, ci auguriamo che questa crisi venga conclusa il prima possibile. Non ci appassionano i discorsi sulle poltrone, mentre vorremmo vedere realizzati i nostri programmi. Su alcuni temi la sindaca e il campo largo hanno lavorato molto bene, su altre tematiche si poteva lavorare molto meglio vedi Urbanistica e Lavori Pubblici, va chiuso quanto prima il Pug».
Molti vorrebbero chiudere l’esperienza prima del tempo?
«Lo capisco perché tutti vogliono sentirsi coinvolti e avere un peso nella gestione di questa Giunta. Io credo che il principio con cui è partito il M5S è quello di riconoscere qualcosa a tutti per sentirsi tutti parte del progetto, non perché c’è bisogno di poltrone. Le postazioni sono finalizzate ad ottenere degli obiettivi».
È stato tra i sostenitori di Episcopo, pentito della scelta?
«Abbiamo scelto Maria Aida Episcopo insieme al Pd perché volevamo una guida molto alta e molto pragmatica. È proprio con la stessa pragmaticità che chiediamo alla sindaca di chiudere quanto prima la crisi».
