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Cronaca Foggia

Foggia, l’ultimo saluto a Stefania Rago. Il vescovo: «Assurdo considerare le persone nostra proprietà»

«La gelosia non è amore ma difesa della propria proprietà; ed è assurdo che consideriamo spesso anche le persone nostra proprietà». Lo ha detto monsignor Giorgio Ferretti, arcivescovo della diocesi di Foggia-Bovino, durante la sua omelia per il funerale di Stefania Rago, la donna di 46 anni uccisa il 23 aprile nella sua abitazione a Foggia dal marito Antonio Fortebraccio, guardia giurata 48enne in carcere con l’accusa di femminicidio.

Monsignor Ferretti si è rivolto ai figli della coppia, Jessica e Michael: «Perdonate se potete e amate – ha affermato -. Il perdono disarma e cambia in bene i sentimenti malvagi. Il perdono non dona pace solo a chi lo riceve, esso lenisce anche il dolore e pacifica chi lo dona. Cari figli- ha aggiunto il vescovo -, nella memoria della mamma, perdonate e amate. Mettetevi al servizio del bene, lasciatevi amare dal Signore Gesù e trovate pace».

Rivolgendosi alla stessa vittima, Ferretti ha proseguito: «E tu cara Stefania, tra le braccia di Cristo Risorto, dal giardino del cielo, dove non c’è più né sofferenza né lutto, perdonaci e prega un po’ anche per noi».

Il feretro, nella chiesa di San Michele Arcangelo a Foggia, era ricoperto da rose bianche, accompagnato dai suoi familiari: i figli Jessica e Michael, i genitori, la sorella, il fratello e tanti amici e persone che la conoscevano e le volevano bene. Per i funerali è stato proclamato lutto cittadino.

Tornando ai temi della gelosia e del possesso, nell’omelia monsignor Ferretti ha sottolineato che «diciamo alla persona amata “sei mia” e sottintendiamo che non vogliamo che sia di nessun altro. E il nostro egoismo si espande al punto di voler soggiogare gli amati al nostro volere. E la profonda stoltezza di questo pensiero è che oltre a fare del male alle persone amate, così ne facciamo anche a noi stessi. Torturiamo e ci torturiamo – ha proseguito -: ci roviniamo la vita. Ah, se comprendessimo l’amore sincero, libero, che Gesù ha per ciascuno di noi: forse ne sapremmo donare di più e di più vero agli altri. Basta – ha concluso – ascoltare noi stessi, le nostre voglie, i nostri desideri, le nostre passioni; basta soffrire per ciò che ci manca e smaniare, sgomitare per possedere; basta uccidere per avere».

Il figlio Michael: «Nessuno dimentichi»

«Porteremo avanti i tuoi valori e affronteremo la vita come avresti fatto tu, con grinta, coraggio e solarità. Da vera guerriera, quello che sei stata. La tua storia è una forza che resterà come esempio per molti, perché oggi accanto a te non ci sono solamente i tuoi familiari, ma c’è un paese intero», ha detto Michael, uno dei due figli di Stefania Rago, leggendo una lettera a nome di tutti i familiari nel corso dei funerali.

«Nessuno, ripeto, nessuno – ha continuato Michael – deve dimenticare quanto accaduto la sera del 23 aprile. Perché nostra mamma, per molti di voi semplicemente Stefania Rago, potrà essere la mamma, l’amica, la figlia di ognuno di voi. Ora puoi continuare a vivere lassù, con la stessa luce con cui hai vissuto qui, ma finalmente in pace. Riposa in pace mamma».

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