Probabilmente è la parola fine su carriere politiche di lungo corso. La sentenza della prima sezione del tribunale civile di Foggia con cui si dichiara l’incandidabilità dell’ex sindaco di Foggia, Franco Landella, dell’ex presidente del consiglio comunale, Leonardo Iaccarino, e degli ex consiglieri, Erminia Roberto, Antonio Capotosto, Consalvo Di Pasqua, Dario Iacovangelo, Liliana Iadarola e Bruno Longo, se non dovesse essere ribaltata nei prossimi gradi di giudizio, dopo I prevedibili ricorsi, chiederebbe le porte delle istituzioni a esponenti politici che nell’ultimo quarto di secolo hanno rappresentato la politica locale, in particolare del centrodestra.
La sentenza arriva dopo che l’amministrazione comunale di Foggia era stata dichiarata sciolta per infiltrazioni mafiose e proprio l’accusa di non aver impedito tale pervasività è alla base della decisioni dei giudici di impedire agli ex amministratori di ritornare a candidarsi.