Un pacco con all’interno droga e cellulari destinati ai detenuti del carcere di Foggia è stato recuperato dagli agenti della polizia penitenziaria in servizio nella casa circondariale del capoluogo dauno.
Stando a quanto riferisce il segretario nazionale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), Federico Pilagatti, il pacco era attaccato a un drone che è stato intercettato grazie ai jammer in dotazione agli agenti.
Nella notte tra venerdì e sabato scorsi, intorno alla mezzanotte e a ridosso del cambio turno, una poliziotta avrebbe avvistato il dispositivo e lo avrebbe colpito con una scarica del jammer, interferendo così con le frequenze radio e “stordendolo”.
È subito partita la ricerca al drone ma, sulle reti del campo sportivo, è stato trovato solo il pacco poiché il drone avrebbe ripreso a funzionare dopo essere stato colpito e sarebbe stato recuperato dai proprietari.
«La battaglia intrapresa dal reparto di polizia penitenziaria di Foggia tesa a bloccare l’introduzione di materiale proibito all’interno del penitenziario continua a ritmo serrato», afferma Pilagatti, evidenziando che la struttura ospita 700 detenuti a fronte di meno di 300 posti disponibili.
Il Sappe torna a sollecitare «l’amministrazione penitenziaria a intervenire con urgenza al fine di ridurre il sovraffollamento del penitenziario Foggiano, il più alto della nazione (+220%)», e a «inviare un nucleo di almeno 50 unità di poliziotti penitenziari, poiché la lotta si fa serrata non solo all’interno, ma anche all’esterno del penitenziario come i continui viaggi di droni dimostra».

