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Cronaca Foggia

Foggia, arrestato lo stalker di Arianna Petti: affisse in città foto modificate che ritraevano la ragazza nuda

È stato identificato il presunto stalker della 19enne Arianna Petti, la ragazza foggiana le cui foto modificate che la ritraevano nuda, erano state affisse su diversi muri del capoluogo dauno.

Agli arresti domiciliari è finito un 19enne, ex amico della giovane, con l’accusa di atti persecutori.

A denunciare quello che stava accadendo, fin da maggio dello scorso anno, era stata la stessa Arianna che aveva diffuso sui social un video in cui denunciava l’accaduto. A luglio, poi, è partita la querela da parte della ragazza che aveva raccontato alle forze dell’ordine che aveva trovato, davanti alla scuola che frequentava, le immagini che mostravano il suo volto sovrapposto a un corpo nudo, accompagnate da frasi volgari e diffamatorie.

Le fotografie, ha rivelato poi Arianna agli investigatori, sarebbero state diffuse anche in altre zone della città. Le indagini si sono concentrate su un ragazzo, coetaneo della vittima che, fino a poco prima, aveva intrattenuto una lunga relazione di amicizia con lei, poi conclusasi per «divergenze caratteriali».

È stata proprio la giovane donna a indicarlo come una delle persone in possesso di sue foto che, dagli accertamenti effettuati, si sono rivelate compatibili con quelle utilizzate per confezionare i montaggi diffusi ed affissi.

La Squadra mobile, su disposizione della Procura, ha anche provveduto al sequestro di alcuni dispositivi informatici del ragazzo, sui quali è stata rinvenuta una foto modificata, con una didascalia corrispondente a foto e didascalia affisse sulle pareti della scuola.

La svolta nelle indagini – spiegano gli investigatori in una nota – è arrivata quando sono state trovate alcune conversazioni intrattenute dal 19enne con il sistema di intelligenza artificiale ChatGPT, dalle quali è emerso come l’indagato avesse chiesto all’IA di formulare alcune frasi «che possano destare scalpore tra gli adolescenti e che siano ridicole per la vittima», da utilizzare come sottotitoli alle fotografie.

La consulenza tecnica disposta dalla procura avrebbe poi consentito di evidenziare come l’indagato fosse riuscito ad effettuare una parziale cancellazione di dati e avesse continuato a utilizzare l’intelligenza artificiale per farsi suggerire accorgimenti da utilizzare per eludere le indagini.

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