Un uomo di oltre settant’anni vive da mesi prigioniero nella propria casa, nel cuore del centro storico di Foggia, assediato dalla crudeltà di una baby gang. Quello che per un gruppetto di ragazzini sembra essere un passatempo, per l’anziano si è trasformato in un incubo quotidiano fatto di lanci di pietre, bottiglie e uova marce contro il suo portone.
A scoperchiare il vaso di Pandora non è stata un’indagine ufficiale, ma la sensibilità di un’operatrice ecologica che lavora nel quartiere. La donna ha affidato il suo sfogo alla pagina Facebook “Denunciamo Foggia”, raccontando i retroscena di una violenza silenziosa che andrebbe avanti da circa un anno.
La testimonianza
«In più occasioni quest’uomo mi ha chiesto la gentilezza di pulire l’ingresso della sua abitazione dalle pietre presenti – racconta l’operatrice –. Alcuni giorni fa, notando il suo atteggiamento dimesso e preoccupato, gli ho chiesto cosa stesse accadendo». La risposta dell’anziano è stata disarmante: un gruppo di giovanissimi gli sta rendendo la vita impossibile, costringendolo a vivere praticamente barricato in casa. «Mi appello alle famiglie: vigilate sui vostri figli. E ai ragazzi dico di smetterla e chiedere scusa», ha concluso la donna. Risulterebbe che l’anziano abbia già presentato diverse denunce alle forze dell’ordine, finora senza esito risolutivo.
Il caso ha scatenato l’indignazione politica. L’avvocata Miriam Ventura, vice commissaria della Lega Foggia, ha annunciato la richiesta di attivazione del protocollo “Strade Sicure”: «Non è tollerabile che un anziano viva in uno stato di totale prostrazione, confermato anche dal vicinato. Chiederò al Comune l’impiego delle forze armate per supportare il controllo del territorio».







