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Festa del papà dietro le sbarre a Foggia, i disegni dei figli in carcere: «I legami familiari non si spezzano»

L’attesa, l’amore, il bisogno insopprimibile di esserci. Ci sono emozioni che nessuna sbarra può trattenere, e quest’anno la Festa del Papà all’interno della casa circondariale di Foggia ha assunto i colori caldi della speranza.

Questa mattina, i circa 620 detenuti che compongono la popolazione carceraria maschile dell’istituto si sono risvegliati con una sorpresa inaspettata: le pareti delle sezioni detentive sono state interamente tappezzate con i disegni e i pensieri scritti dai loro bambini prima dei colloqui visivi.

L’allestimento è stato preparato in gran segreto nel pomeriggio di ieri da un instancabile gruppo di volontari ed educatrici per creare un vero e proprio “effetto sorpresa”. Al momento della colazione, inoltre, a ogni detenuto è stato consegnato un piccolo kit simbolico composto da una cartolina illustrata, alcune caramelle e una lettera che spiegava il senso profondo dell’iniziativa: ricordare a tutti che i legami familiari non si interrompono, nemmeno nei momenti più bui e difficili della vita.

Il progetto è nato su forte impulso dell’area trattamentale del carcere ed è stato reso possibile grazie a una fitta rete di solidarietà. Hanno collaborato l’associazione Lavori in Corso, il Csv Foggia e i giovani in servizio civile dell’associazione Genoveffa de Troia, con il fondamentale sostegno economico della Fondazione dei Monti Uniti e dell’8×1000 della Chiesa Valdese.

«Questa iniziativa è la dimostrazione concreta di quanto la collaborazione tra istituzioni e volontariato possa generare valore reale e duraturo – ha sottolineato con orgoglio Pasquale Marchese, presidente del Csv Foggia –. È il frutto di un lavoro corale che ha visto la piena disponibilità del direttore, il contributo delle educatrici, il supporto indispensabile della Polizia Penitenziaria e la partecipazione preziosa delle associazioni. Da queste sinergie nascono esperienze capaci di generare vera inclusione e comunità».

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