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Da cassaforte dei tombaroli a “Pompei di Puglia”, Herdonia prova a riscrivere il suo futuro

La chiamano «La Pompei di Puglia», e non a torto. Almeno in potenza, infatti, il sito archeologico di Herdonia, ubicato ai margini dell’odierna cittadina di Ordona, in provincia di Foggia, avrebbe tutte le carte in regola per diventare un parco archeologico di successo. Ma per tanti anni è stata anche nota come «La cassaforte dei…
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La chiamano «La Pompei di Puglia», e non a torto. Almeno in potenza, infatti, il sito archeologico di Herdonia, ubicato ai margini dell’odierna cittadina di Ordona, in provincia di Foggia, avrebbe tutte le carte in regola per diventare un parco archeologico di successo. Ma per tanti anni è stata anche nota come «La cassaforte dei tombaroli», epiteto purtroppo dato ugualmente a buon diritto, per le ragioni che seguono.

Il sito

Così come nella più famosa cittadina campana, anche a Herdonia c’è il foro, fulcro della vita politica, commerciale e religiosa della città e risalente al II secolo a.C. Ancora oggi, infatti, si possono ammirare i resti di un criptoportico e del macellum, il mercato della città, che testimoniano l’organizzazione urbanistica e la prosperità economica del sito. È presente una basilica di età augustea, con tracce di colonne e ambienti interni che ne confermano la ricchezza, così come il capitolium, il tempio dedicato alla triade capitolina. A ridosso della via Traiana poi, pavimenti a mosaico e strutture decorative raccontano il lusso di un tipico spazio pubblico romano, le terme; mentre dall’altra parte del sito, tracce della cavea e delle strutture sceniche ci dicono che lì era ubicato il teatro, centro culturale di Herdonia, a conferma di una storia millenaria che affonda le radici dell’Antica Roma.

La scoperta

A scoprire il sito fu un gruppo di archeologi belgi che, nel 1962, per conto dell’Università di Lovanio e guidati dallo studioso Joseph Mertens, riportò alla luce mosaici, edifici pubblici e abitazioni, dando la stura a un processo di rivalutazione del territorio il quale, ancora oggi, non è stato pienamente compiuto. Da allora, infatti, ci sono state campagne di scavo alterne che sono durate circa quarant’anni e che hanno interessato principalmente un’area di circa 4 ettari di terreno, portando alla luce la struttura urbana principale. Si tratta della zona monumentale, quella oggi visibile, meno del 20% dell’estensione effettiva stimata della città antica; secondo gli studi, pertanto, mancherebbe all’appello la vasta area residenziale e periferica, al momento patrimonio sommerso, esposto a predatori e trafficanti di reperti.

Nonostante il grande valore storico e archeologico, Herdonia non è attualmente un sito pienamente fruibile: l’area, per lungo tempo situata su terreni privati, ha sofferto di limitazioni strutturali all’accesso, che ne hanno impedito lo sviluppo turistico. A questi problemi si sono aggiunti quelli causati dai tombaroli che nel corso degli anni hanno depredato il sito di molti pezzi pregiati, una sorte comune in terra di Capitanata.

Nuovi scavi e progetti

Dal 2022 però, grazie all’accordo Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) Capitanata siglato tra pubblico e privato, qualcosa è cambiato sul piano della valorizzazione del sito. Oltre ai fondi del CIS, sono stati stanziati circa 1 milione di euro di fondi PNRR, evidenziando l’intenzione di consolidare il controllo pubblico del sito. Si sono affiancati nuovi progetti di scavo, tutela e valorizzazione, con l’obiettivo dichiarato di trasformare Herdonia in un grande parco archeologico che, anche grazie ad Herma, il museo ad esso dedicato, risulta comunque parzialmente visitabile (con prenotazione).

Il Castellum

Sul sito archeologico, come documenta la locale Soprintendenza dei Beni Culturali, sono in corso attività di progettazione relative a ben due importanti finanziamenti: a settembre scorso, ad esempio, la stessa Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Foggia e BAT ha promosso un «cantiere-evento» aperto al pubblico, proprio per illustrare i lavori di restauro del Castellum di Herdonia. Sono interventi che riguardano la Domus Federiciana che lo Stupor Mundi fece edificare su un’antica basilica dell’XI secolo, presente tra il centro urbano di Ordona e la Strada Provinciale 110, a testimonianza dell’importanza storica del sito anche nel Medioevo. Ad oggi, sono visibili i tratti delle mura del castello, una torre angolare e altre autorevoli vestigia.

Il Nuovo Parco

A febbraio scorso, infine, sono stati ufficialmente aggiudicati ulteriori lavori per la realizzazione del nuovo Parco Archeologico di Herdonia, per oltre 473.000 euro, con un progetto che vede sempre in prima linea la Soprintendenza Foggia BAT e il Comune di Ordona. In concomitanza, la Pompei di Puglia – com’è stata ufficialmente presentata – ha fatto parte per la prima volta della BIT, la Borsa Internazionale del Turismo che si tiene ogni anno a Milano, a conferma del progetto di rilancio in opera.

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