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Crocevia di traffici illegali in Capitanata: stranieri sfruttati, indebitati e senza lavoro

Non c’è solo la Sicilia e neppure la Calabria, c’è anche la Capitanata nel business della criminalità che sfrutta i flussi dell’immigrazione clandestina. Le campagne del Foggiano, dunque, crocevia di intrecci internazionali dove l’unico credo è quello del dio denaro, accompagnato da moderne forme di sfruttamento e vere e proprie condizioni di schiavitù, tollerate dal…
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Non c’è solo la Sicilia e neppure la Calabria, c’è anche la Capitanata nel business della criminalità che sfrutta i flussi dell’immigrazione clandestina. Le campagne del Foggiano, dunque, crocevia di intrecci internazionali dove l’unico credo è quello del dio denaro, accompagnato da moderne forme di sfruttamento e vere e proprie condizioni di schiavitù, tollerate dal Governo.

Le dichiarazioni

«Il sistema si è evoluto, oggi l’immigrazione frutta alla criminalità più della droga», denuncia Magdalena Jarczak segretaria provinciale Cgil di Foggia. Succede negli agglomerati abusivi di lamiere e legno sorti nelle campagne assolate della Capitanata: pochi servizi, legalità solo proclamata, sfruttamento unica regola. «Un sistema poroso che ruota intorno al ghetto di borgo Mezzanone lavoratori costretti a indebitarsi nel proprio paese, per assoggettarmi a una condizione di totale schiavitù. È il datore di lavoro ad avere la sua vita in mano», aggiunge Erminia Rizzi esperta in diritti umani e immigrazione. Parole che trovano eco nella dichiarazione dell’assessore alla Legalità del Comune di Foggia, Giulio De Santis: «Sarebbe auspicabile che a questi lavoratori, quasi tutti con il permesso di soggiorno scaduto, venisse riconosciuto il diritto di residenza».

Il contesto

Parole che accompagno il sottobosco del decreto Flussi ricostruito e raccontato dall’inchiesta «Il prezzo della legalità» di Bianca Turati, Daman Singh e Iman Zaoin, vincitrice della terza edizione della Prm Academy che vedrà impegnati in una formazione a Foggia dal 14 al 16 maggio, i ventidue partecipanti su oltre novanta giovani Under 30 iscritti alla selezione. L’inchiesta è un documento imprescindibile per chi vuol conoscere dall’interno il sistema, spesso opaco, del collocamento dei braccianti agricoli in Italia, ormai quasi tutto appannaggio della manodopera immigrata. «Riflettere su questi temi per stimolare forme di reazione è l’obiettivo che ci siamo posti dando vita all’Academy di giornalismo investigativo di inchiesta qui a Foggia», sottolinea Francesca De Rosa, vicepresidente del Coordinamento per la Consulta della legalità di Foggia.

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