Non c’è solo il comparto industriale a essere in crisi. La vertenza è anche sul fronte sanitario e riguarda uno degli ospedali storici, tra l’altro tra i migliori in Italia e più volte premiato nel Mezzogiorno. Si tratta di Casa Sollievo della Sofferenza, dove ormai sembra consumarsi una guerra personale tra il direttore generale, Gino Gumirato e le organizzazioni sindacali epr quanto riguarda il rinnovo dei contratti di lavoro e il riconoscimento di passate retribuzioni.
Lo scontro
Le dichiarazioni attribuite al direttore generale dell’ospedale sangiovannese accendono uno scontro senza precedenti con le organizzazioni sindacali. Fp Cgil, Cisl Fp e Fials che hanno diffuso una dura presa di posizione dopo l’incontro ufficiale con il management, denunciando parole considerate «offensive nei confronti dell’intera comunità di San Giovanni Rotondo e dei lavoratori dell’ospedale». Al centro della polemica vi sarebbe l’affermazione secondo cui, se fosse stato di San Giovanni Rotondo, il direttore generale «si sarebbe vergognato». Una frase che i sindacati definiscono grave e inaccettabile, «perché non colpirebbe un singolo interlocutore ma una città intera, la sua identità e il contributo offerto nel tempo alla crescita della struttura sanitaria fondata nel solco dell’opera di san Pio». Le sigle parlano di un punto di rottura nelle relazioni sindacali e contestano anche il tentativo di attribuire a pochi soggetti la responsabilità del malcontento diffuso. «Chi partecipa a manifestazioni, sit-in e iniziative pubbliche, sostengono, lo fa per difendere salario, diritti e condizioni di lavoro».
La questione
I decreti ingiuntivi avviati da numerosi dipendenti vengono descritti «come una conseguenza dell’assenza di risposte e non come un atto ostile verso l’ospedale». Per i sindacati «i lavoratori stanno semplicemente chiedendo quanto spetta loro in base agli accordi contrattuali sottoscritti». Inoltre, i sindacati evidenziano come «la partecipazione popolare registrata negli ultimi mesi dimostri la condivisione delle rivendicazioni avanzate dal personale. Fiaccolate, cortei, presidi e altre iniziative hanno coinvolto cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali, rafforzando il legame tra la vertenza e il territorio».
Infine, le organizzazioni sindacali respingono «ogni tentativo di delegittimare il dissenso e ribadiscono che la reputazione della Fondazione non viene danneggiata da chi rivendica diritti contrattuali, ma da un clima di crescente tensione nelle relazioni interne».
Contestualmente annunciano una nuova manifestazione pubblica «per riaffermare, spiegano, la dignità del lavoro, il valore del dialogo sociale e il rispetto dovuto a San Giovanni Rotondo». E la protesta cresce.
