Un sovraffollamento record che sfiora il 180%, ben al di sopra della media nazionale, mette a rischio la sicurezza e la legalità negli istituti di pena della Puglia.
Il Sappe, Sindacato autonomo polizia penitenziaria, ha presentato un primo esposto alla Procura di Taranto per denunciare le condizioni critiche delle carceri regionali (una situazione «ritenuta ormai insostenibile»), preannunciando un’iniziativa analoga nei confronti degli altri uffici giudiziari pugliesi nei prossimi giorni.
L’azione legale, curata dall’avvocato Fabrizio Lofoco, evidenzia come la carenza di organico tra le fila della polizia penitenziaria, degli educatori e degli assistenti sociali renda impraticabile il percorso rieducativo della pena sancito dall’articolo 27 della Costituzione.
A soffrire sono sia i detenuti sia gli agenti, costretti a turni estenuanti che superano i limiti ordinari, con pesanti ripercussioni sulla salute e sul rispetto delle norme di tutela del lavoro.
Il quadro delineato dal sindacato è aggravato da ulteriori criticità ambientali e assistenziali: la gestione dei detenuti con patologie psichiatriche soffre la mancanza di adeguate risorse mediche, mentre l’esposizione al fumo passivo nelle sezioni e le temperature torride raggiunte nei reparti durante la stagione estiva rendono la vivibilità interna quasi impossibile.
L’esposto sollecita l’intervento della magistratura per verificare eventuali responsabilità sulle violazioni segnalate e spingere le istituzioni ad adottare misure urgenti.
L’obiettivo primario resta il ripristino della dignità della persona, della sicurezza dei lavoratori e dell’efficienza dell’intero sistema penitenziario regionale.
