Scacco alla “banda della marmotta“. I carabinieri di Cerignola hanno arrestato cinque giovani tra i 20 e i 26 anni nell’ambito di un’inchiesta che ha portato alla luce un’associazione a delinquere specializzata negli assalti ai bancomat.
I colpi venivano messi a segno ai danni di sportelli Atm utilizzando materiale esplosivo. Tra le accuse a carico degli indagati (complessivamente sono 13) ci sono anche violazioni della legge sulle armi, ricettazione e riciclaggio. Gli assalti sarebbero stati commessi in diverse province italiane.
Quattro dei giovani arrestati sono stati rintracciati a Foggia, uno nel Catanese. Sono tutti domiciliati tra Orta Nova, Carapelle e Borgo Mezzanone. I provvedimenti di fermo sono stati emessi dalla Procura di Foggia.
Le indagini sono state avviate a settembre 2025 a seguito di una serie di furti ai danni di istituti di credito e postali commessi su tutto il territorio nazionale (per un bottino complessivo stimato in circa 40mila euro) e ha consentito di individuare un’organizzazione criminale, con base logistica tra i comuni di Cerignola, Orta Nova e Carapelle specializzata nell’assalto con la tecnica della marmotta, ovvero con ordigno esplosivo posizionato nelle fessure degli sportelli.
Stando a quanto accertato, il gruppo avrebbe utilizzato auto di grossa cilindrata rubate e con targhe clonate oppure noleggiate a Cerignola, e a ciascun componente era affidato un compito preciso durante gli assalti: autisti, vedette, staffettisti, esecutori con compiti operativi e logistici. Nel corso di perquisizioni sono stati sequestrati una pistola clandestina e candelotti esplosivi.
Il procuratore di Foggia: «Siamo attivamente impegnati nel contrasto a questi reati»
La Procura di Foggia, ha spiegato in conferenza stampa il procuratore Enrico Infante, «è attivamente impegnata nell’azione di contrasto a manifestazioni delittuose che innegabilmente danneggiano questo territorio e i suoi abitanti e che hanno una proiezione anche in molte altre aree del territorio nazionale».
Gli assalti agli sportelli Atm con l’utilizzo di ordigni artigianali «altamente offensivi – ha aggiunto – hanno registrato picchi di recrudescenza che hanno richiesto uno sforzo, in sinergia con l’arma dei carabinieri e con le altre forze di polizia, finalizzato ad arginare con fermezza il fenomeno, in continuità con le iniziative che la Procura ha già intrapreso da tempo e che hanno già consentito nel recente passato l’emissione di misure cautelari».
Lo sforzo della Procura, ha concluso Infante, «si inserisce nel solco di un impegno che proseguirà anche per il futuro, teso anche a restituire ai cittadini di questa provincia la possibilità di usufruire di servizi essenziali talvolta negati per i danni cagionati durante gli assalti agli istituti bancari, di credito o postali, soprattutto alle comunità insistenti nei piccoli centri, che più di altre hanno avvertito i disagi connessi a questo tipo di reato».