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Apricena, nuovo furto nella gioielleria che fu assaltata con la ruspa: «Non si può andare avanti così»

Nuovo colpo nella gioielleria che, nel dicembre 2024, subì un assalto con la ruspa. L’attività aveva riaperto da poco più di un anno

Apricena, nuovo furto nella gioielleria che fu assaltata con la ruspa: «Non si può andare avanti così»

A quasi un anno e mezzo dal 10 dicembre 2024 quando la gioielleria De Filippis 1887 di Apricena aveva subito un ingente furto messo a segno con una ruspa, l’attività commerciale è tornata nel mirino dei ladri che, la notte scorsa, hanno fatto nuovamente razzia di preziosi.

La gioielleria, dopo l’episodio del 2024, aveva chiuso per i danni subiti per alcuni mesi, riaprendo i battenti ad aprile 2025.

«Ora chiedo l’intervento dello Stato – ha detto all’ANSA il giovane titolare, il 34enne Pio De Filippis -. Mi appello al presidente della Repubblica e alla presidente del Consiglio dei ministri. Non è possibile andare avanti così».

Tutto è accaduto intorno alle 4 del mattino. Ad agire quattro persone con il volto coperto, vestite di scuro che, utilizzando con ogni probabilità un flessibile, hanno divelto la porta d’ingresso blindata e una volta all’interno, hanno sfondato le vetrine portando via gioielli, diamanti e orologi, inserendoli in secchi, e fuggendo a bordo di un’auto presumibilmente rubata.

L’allarme, stando al racconto del giovane titolare, è scattato ma giunti sul posto, i ladri erano già fuggiti. «La mia è una tra le attività storiche della nostra città. Da cinque generazioni. L’aveva il mio tris nonno. Ma è impossibile continuare così. Nel caso non ci sia un supporto reale sarò costretto a chiudere».

Il sindaco di Apricena, Antonio Potenza, ha raccontato che «questa mattina all’alba ci sono persone che hanno pianto sulla mia spalla. È inaccettabile. Apricena non si piega alla criminalità. Non è accettabile che una famiglia che lavora, che investe, che tiene viva un’attività storica della nostra città, debba vivere ancora una volta un dolore simile. Non è accettabile che Apricena debba subire la prepotenza di chi pensa di poter venire qui a seminare paura».

Il sindaco ha poi lanciato un messaggio chiaro a chi colpisce il territorio. «Apricena è una città di persone perbene, di famiglie, di commercianti, di imprenditori, di giovani, di cittadini che ogni giorno lavorano e investono nel futuro. Chi vive di furti, violenza e prepotenza non appartiene a questa comunità e non avrà mai questa città. Credo profondamente nelle istituzioni. Credo nello Stato. Credo nel lavoro delle forze dell’ordine, che ringrazio per l’impegno quotidiano. Ma oggi Apricena ha bisogno di sentire ancora più forte la presenza dello Stato. La sicurezza dei cittadini, delle famiglie e delle attività economiche non può essere percepita come una battaglia solitaria», ha concluso Potenza.